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Coach Analysis – Andrea Pirlo

Quando l’8 agosto Maurizio Sarri è stato esonerato dalla panchina della Juventus e già si stava scatenando il toto allenatori, nessuno avrebbe mai ipotizzato che Andrea Pirlo, nominato qualche giorno come nuovo tecnico della squadra U23, sarebbe diventato il nuovo allenatore dei campioni d’Italia.

Senza esperienza e ancora con l’esame finale da dover discutere davanti al Settore Tecnico della Federcalcio per ottenere il patentino UEFA Pro, l’abilitazione ad allenare nelle massime categorie, non sembrava poter essere un candidato per la panchina della Vecchia Signora e invece, proprio lo stesso giorno, tramite un comunicato stampa la Juventus ha dichiarato che “il Maestro” sarebbe diventato “il Mister”, dando vita ad un nuovo capitolo nella sua carriera personale, che sarebbe continuata nei più prestigiosi palcoscenici nazionali ed europei, e non, come previsto, nei difficili campi di periferia della LegaPro.

Qualche giorno dopo il conseguimento del patentino, la FIGC ha pubblicato sul proprio sito proprio la tesi di Pirlo.

Argomento d’esame: “Il calcio che vorrei”.

Questa analisi parte proprio da questo documento in cui vengono dettagliate le idee tattiche dell’allenatore per vedere se e quanto, quella vista in queste prime uscite stagionali, è già la Juventus del Maestro, ormai diventato Mister.

Makuyuni FASE DI POSSESSO

“Cercheremo di costruire sempre il gioco da dietro organizzando la fase di costruzione in base alla pressione avversaria”

La costruzione bassa è ormai notoriamente diventata nel calcio moderno una degli aspetti fondamentali del gioco, per un miglior sviluppo dell’azione nelle zone di campo successive e per prevenire pericolose transizioni avversarie attraverso una riaggressione rapida resa possibile dalla alta densità di calciatori in zona palla.

In zona 1 i principi sono quelli del gioco posizionale: ricerca dello sviluppo possibilmente per zone interne del campo in modo da rendere più difficile il pressing avversario e creazione di rombi di palleggio vicino al possessore per offrire diverse linee di passaggio in diagonale e vertice che si posiziona preferibilmente alle spalle della linea di pressione avversaria per favorire un passaggio filtrante finalizzato a tagliare fuori quanti più avversari possibili, lasciandoli sopra la linea della palla.

Nel caso in cui, invece, gli avversari decidessero di non portare una pressing alto, ma di lavorare su linee di intercetto, viene ricercata la conduzione in guida di un difensore. In questa situazione si sottolinea come diventa di fondamentale importanza il riconoscimento dei codici di gioco: nel caso in cui la conduzione attragga la pressione avversaria i giocatori dovranno accorciare sul portatore e aprire linee di passaggio, se invece la palla è libera le priorità diventeranno lo smarcamento in zona di rifinitura e l’attacco della profondità, solitamente attraverso la disposizione   3-2-5.

Esempio di rombo di palleggio in fase di costruzione
Con palla libera Demiral - Bonucci - Danilo formano la linea a 3, Arthur e Bentancour lavorano alle spalle della prima linea di pressione avversaria per aprire linee di passaggio e progredire l'azione, mentre gli esterni si alzano sulla linea degli attaccanti

“Il ruolo nel calcio moderno non è più una posizione, ma una funzione”

L’aspetto fondamentale della fase di possesso nelle idee di Pirlo è che non importa impressively chi occupa una determinata posizione, ma quali posizioni sono occupate, affinchè rimanga intatta la struttura preventivata per lo sviluppo della manovra e vengano rispettati i macro principi caratterizzanti di questa fase: la gestione dell’ampiezza, gli smarcamenti continui in zona di rifinitura e l’attacco della profondità.

 

“Questi tre macro principi vanno pensati come dei contenitori che devono essere sempre pieni. Sono anche delle zone che devono essere sempre riempite, non importa da chi...anzi meglio se con continue rotazioni da parte dei giocatori. L'obiettivo è di riempire continuamente questi tre contenitori per "stressare" la linea difensiva avversaria”

Per quanto riguarda la gestione dell’ampiezza il sotto principio è quello della occupazione di tutti e 5 i canali verticali costituiti dalle due fasce, gli half-spaces e la zona centrale.

La disposizione della squadra in campo dovrà essere tale per cui sugli esterni, un giocatore, ed uno soltanto, sia sempre largo in punta per garantire la copertura di tutta la larghezza del campo, sia a destra che a sinistra. In questa maniera le difese avversarie sono costantemente costrette a dover prendere delle scelte: seguire gli avversari in ampiezza concedendo spazi centrali, oppure rimanere stretti allentando la marcatura sugli esterni aumentando il rischio di arrivare in ritardo sui cambi di fronte ed esponendosi a pericolosi 1 contro 1 esterni in zona di fascia con l’alto rischio di venire puntati in velocità in situazione (spesso) di mismatch qualitativo.

La divisione degli spazi verticali in fase di sviluppo. Le zone esterne verranno coperte da due giocatori, uno per parte, mentre gli altri giocatori garantiranno densità e controllo nella zona centrale del campo e negli half-spaces
In questa situazione Chiesa e Frabotta garantiscono la copertura di tutta la larghezza del campo, Kulusevski e Portanova lavorano negli half-spaces, mentre Morata attaccherà la profondità per muovere ed abbassare la linea difensiva avversaria.

In fase di possesso, le zone più esterne del campo devono essere entrambe costantemente occupate da un giocatore per parte, garantendo il controllo del centro del campo grazie ad una maggiore densità di uomini. 

In questa maniera le difese avversarie sono costantemente costrette a prendere delle scelte: seguire gli avversari in ampiezza concedendo però spazi centralmente, oppure rimanere stretti, allentando però le marcature sugli esterni ed esponendosi a pericolosi 1 contro 1 in zona di fascia con l’alto rischio di venire puntati in velocità in situazione (spesso) di mismatch qualitativo.

“Palleggiamo a destra per attaccare a sinistra. L'ampiezza opposta deve essere costante e ricercata con frequenza”

"L'obiettivo principe della nostra fase offensiva è quello di trovare un giocatore in zona di rifinitura"

Come dettagliato nella sua tesi, durante lo sviluppo poi, almeno due dei giocatori interni dovranno occupare la zona di rifinitura, lo spazio fra il centrocampo e la difesa avversaria, per ricevere, mentre i compagni del reparto avanzato ricercheranno con insistenza l’attacco della profondità per abbassare la linea difensiva e creare maggiore spazio ai compagni o attaccare spazi per ricevere e cercare di segnare.

Smarcamento fuori linea degli interni di centrocampo che prendono le spalle degli avversari, attratti dalla palla, e attacco all'ultima linea con palla libera, mentre Morata e Kulusevski si predispongono per attaccare la profondità

"Possiamo semplificare in 3 situazioni principali l'attacco alla linea: uomo in zona di rifinitura e ricerca soluzione personale, uomo in zona di rifinitura e ricerca della profondità, ampiezza con 1vs1 e cross/traversoni"

FASE DI NON POSSESSO

 

"La squadra attuerà due modi diversi di difendere a seconda della situazione di gioco e del contesto situazionale. Con palla nella metà campo offensiva attueremo un pressing alto, con palla nella nostra metà campo saremo maggiormente in linea d'attesa"

  • PRESSING ALTO

Recuperare palla nella metà campo offensiva, sottolinea Pirlo nel suo documento, offre duplici vantaggi: oltre al fatto di  trovarsi vicino alla porta avversaria con la possibilità di trovare la difesa avversaria non organizzata per difendere in maniera adeguata, limita il coraggio e l’autostima degli avversari e aumenta la propria, aiutando la squadra ad avvinarsi al dominio tecnico e mentale del campo e del gioco.

Il giocatore che perde palla, dovrà andare immediatamente in pressione sugli avversari con l’obiettivo di indurlo all’errore mentre tutti i compagni scalano in avanti per togliere tempo e spazio alle possibili soluzioni di gioco avversarie.

  • DISPOSIZIONE DIFENSIVA

Con palla nella propria metà campo invece, la squadra di Pirlo cambia atteggiamento, passando dai riferimenti individuali del pressing ad una difesa di reparto focalizzata sul marco-copro in cui le marcature vengono impostate principalmente su linee d’anticipo.

In situazione di palla laterale Pirlo predilige una marcatura a uomo nella zona, anche qui con un posizionamento dentro l’area di 3+2.

Il difensore sul lato palla dovrà muoversi con riferimento primo palo cercando di intercettare eventuali cross e schermare trasmissioni per giocatori che giungono a rimorchio, il centrale vigilerà quella che in figura è stata evidenziata dal mister come la zona 2 e il terzo, in leggera diagonale si occuperà delle zone 3 e 6. Fra dischetto e limite dell’area si troveranno invece due o più centrocampisti, a seconda del numero di avversari in zona.

Fase di non possesso nella propria metà campo: Cuadrado si abbassa sulla linea dei difensori, con Kulusevsky che prende il suo posto a centrocampo. Morata e Ramsey rimangono sopra la linea della palla, in smarcamento preventivo
Disposizione del reparto difensivo su palla esterna. Dalla teoria...
...alla pratica
TRANSIZIONI
  • TRANSIZIONI POSITIVE

Come evidenziato dal mister, le transizioni sono fortemente influenzate dalla qualità dei singoli a disposizione. 

Nel caso della Juventus, le grande qualità degli elementi offensivi, sia in velocità che in situazione di 1 contro 1, fa si che le transizioni offensive siano indirizzate alla ricerca dell’attacco diretto piuttosto che al consolidamento del possesso.

 
  • TRANSIZIONI NEGATIVE
 

"Vogliamo riaggredire a palla persa per recuperare subito il possesso palla, ed attuiamo coperture preventive e presidio dell'area di rigore per continuare ad occupare la metà campo offensiva e non correre all'indietro"

Particolare enfasi viene rivolta dal mister alle marcature e coperture preventive.

Nel caso in cui la squadra avversaria attacchi con una sola punta centrale, si cerca di sfruttare la situazione di 2 contro 1 dei centrali difensivi forzando l’anticipo, sempre con una valutazione preventiva delle caratteristiche dei singoli.