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Training Analysis – Julian Nagelsmann

Quando ho concepito il sito AreaCoach.it, l’idea iniziale era quella di creare un prodotto che si differenziasse da quanto già usufruibile sul web, ponendo maggiormente l’attenzione all’analisi di ciò che accade durante gli allenamenti piuttosto che in gara. Quello che vi accingete a leggere è il primo report di una serie che intenderò pubblicare relativo a squadre professioniste che in un modo o nell’altro mi hanno aperto le proprie porte concedendomi il privilegio di osservarne maggiormente da vicino metodologie, esercitazioni, idee, proposte. Nello specifico, troverete il mio personale report di due giorni di allenamento di Julian Nagelsmann a Windischgarsten, in Austria, durante il precampionato della stagione 2017/18, quando il tedesco sedeva ancora sulla panchina dell’Hoffenheim.

Dopo aver ereditato a febbraio la squadra al penultimo posto, il più giovanile allenatore della storia della Bundesliga (28 anni) era riuscito a trascinare l’Hoffenheim ad un’insperata salvezza, ottenendo poi, l’anno successivo, un quarto posto valevole l’accesso al turno preliminare della UEFA Champions League 2017/18. Le sedute descritte qui sotto sono relative proprio alla preparazione del turno preliminare che i tedeschi persero contro il Liverpool F.C. (1-2, 2-4), che sarà poi protagonista nella finale di Kiev contro il Real Madrid.

Prima di procedere con l’esposizione di quanto osservato però, intendo sottolineare, fin dal principio, che questo report si limiterà a riportare quanto proposto dal tecnico, senza addentrarmi in spiegazioni o giudizi sulle esercitazioni che sarebbero sicuramente inutili e fuorvianti, in quanto gli unici tenuti a farlo sarebbero, a mio modo di vedere, coloro che erano direttamente coinvolti nella pianificazione e nel coaching sul campo, vale a dire Julian Nagelsmann stesso ed il suo staff.

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Martedì 18 Luglio 2017

"Durante il mio primo discorso con la squadra volevo solo trasmettere il mio messaggio, che doveva essere coraggioso, giocare per attaccare. Avevamo il dovere di pensare di vincere ogni partita e non vivere nella paura, guardando la differenza reti o giocando per non perdere."
Julian Nagelsmann

L’inizio della seduta viene dedicato a lavori di prevenzione in cui, tutti i giocatori della rosa, vengono seguiti dallo staff dei preparatori atletici, senza che Nagelsmann intervenga. Al termine, i giocatori vengono coinvolti in alcune stazioni di carattere coordinativo, con la speed ladder, o tecnico, eseguendo una conduzione palla di differente modalità (con o senza dribbling), velocità e distanza.

A parte la primissima fase del riscaldamento, Nagelsmann è solito includere gli elementi della collaborazione, dell’opposizione, della direzione e della transizione come fattori vincolanti di tutte le sue proposte. In questa maniera gli stimoli derivanti da ogni esercitazione sono il più possibile correlati al gioco reale, garantendo la specificità indispensabile per migliorare le prestazioni del giocatore di calcio.

  • Seduta mattutina, ore 10.00

Una delle proposte maggiormente utilizzate dai tecnici odierni, in quanto considerato “l’atomo” di tutti i modelli di gioco ispirati in qualche maniera al F.C.Barcellona di Pep Guardiola, è sicuramente quella dei rondos. Ormai se ne osservano, di ogni tipo, dal 3 contro 1 al più utilizzato 4 contro 2, fino ad arrivare a situazioni maggiormente complesse di giochi di posizione come il 4 contro 4 + 3 jolly o numeri ancora più elevati. In questo caso il tecnico tedesco ha iniziato la seduta con una evoluzione di un tipico rondo, e cioè un 8 contro 8 + 4 jolly con 4 porte, una per ogni angolo del quadrato che delimitava lo spazio di gioco.

8 contro 8 + 4 Jolly a 4 porte

Ciascuna squadra poteva attaccare qualsiasi delle quattro porte, ma solo dopo aver effettuato almeno 10 passaggi o nei 4-5 secondi successivi alla riconquista della palla. Nel caso in cui, passato questo limite temporale, non fossero riusciti a finalizzare, avrebbero dovuto riorganizzare un’altra azione offensiva superato il numero delle trasmissioni imposte come limite per poter attaccare.

La progressione didattica più logica dopo i rondos, sarebbe quella dei giochi di posizione, magari con un numero di giocatori superiore. In questa proposta di Nagelsmann sono stati inclusi 2 giocatori di movimento che erano stati esentati dalla proposta iniziale appena descritta, dedicando maggior tempo al lavoro individuale con i preparatori atletici. 

Dal 6 contro 6 + 2 Jolly al 2 contro 2 o 4 contro 2

L’esercitazione iniziava in una zona centrale di 30 metri x 40 circa, in cui si sviluppa un possesso che, per struttura, numeri ed obiettivi richiamava l’esercitazione precedente. Entrambe le squadre di 6 giocatori dovevano, infatti, mantenere il possesso effettuando almeno 10 passaggi prima di poter uscire, con una trasmissione, da uno dei due lati del campo, a propria scelta. Il tutto con l’ausilio di 2 jolly che giocavano con la squadra in possesso. In ciascuno degli altri due terzi di campo erano presenti 2 giocatori per squadra ed un portiere a difesa della porta. Il fatto che, come descritto, ciascuna squadra potesse attaccare liberamente ognuna delle due porte, senza una direzione di gioco prestabilita, stimolava la pressione costante nella zona centrale del campo sul portatore, sugli appoggi più vicini e sulle linee di passaggio verso gli attaccanti posti al di fuori della zona di centrocampo. Allo stesso tempo i giocatori di entrambe le squadre posti nei due lati estremi del campo dovevano continuamente effettuare movimenti di difesa/attacco preventivo per organizzare con maggiore efficacia le azioni una volta che la palla veniva giocata nella propria zona di competenza. Quando ciò accadeva, poi, due giocatori della squadra attaccante, fra quelli che erano nella zona centrale, potevano seguire lo sviluppo offensivo entrando nella zona di finalizzazione e creando così una situazione di 4 contro 2 per la conclusione a rete. Al termine di ogni azione offensiva l’esercitazione ripartiva sempre dalla zona centrale mentre, in caso di riconquista palla dei difensori l’obiettivo era quello di tornare immediatamente nella zona centrale per ripartire con il possesso sfruttando la momentanea situazione di superiorità numerica 6+2 jolly contro 4 prima che i due giocatori precedentemente usciti ricomponessero la situazione iniziale. Osservando questa proposta ho pensato a come, secondo le esigenze e gli obiettivi di ciascun allenatore, la stessa potesse essere modellata creando, in zona 1 e in zona 3, anche una situazione di inferiorità numerica per stimolare la velocità d’esecuzione dell’azione offensiva. Ciò che ho spesso notato osservando il mio lavoro degli anni passati e quello di altri allenatori è che spesso non alleniamo i nostri ragazzi ad avere una modulazione di velocità rapportata alle situazioni e alle varie zone di campo in cui ci si trova. In poche parole, molto spesso, il tempo e gli spazi a disposizione di una squadra diventano sempre meno più ci si avvicina alla porta avversaria e questo perchè le situazioni in cui si attacca in inferiorità numerica rispetto al numero dei difensori avversari sono solitamente maggiori di quelle in cui ci si trova con uno o due uomini in più, limitate solitamente a situazioni di contropiede. Partendo da questo pensiero dunque ritengo che una possibile variante possa essere quella di far uscire dalla zona centrale 1 attaccante e 2 difensori, per esempio, o 2 e 3, creando una situazione di 3 contro 4 (o 4 contro 5) più il portiere, in cui gli attaccanti hanno la necessità di portare uno sviluppo offensivo che, attraverso le proprie scelte e i propri gesti tecnici sia il più veloce possibile.

  • Seduta pomeridiana, ore 16.00

Dopo la prima parte caratterizzata, come quella mattutina, da una fase di attivazione divisa fra parte preventiva a secco e lavori tecnici con palla, la seduta pomeridiana è iniziata con una semplice mini-partita in parità numerica 5 contro 5 con 4 porticine, 2 per ogni squadra. In questo tipo di proposte in cui gli spazi sono sensibilmente ridotti, si garantisce una maggiore intensità dovuta al minor tempo a disposizione per ogni giocata e alla facilità di portare pressione per la squadra in non possesso, le qualità tecniche individuali vengono maggiormente sollecitate e anche altri aspetti di tattica individuale, quali lo smarcamento, la presa di informazioni, l’orientamento posturale vengono maggiormente trovano uno sviluppo considerevole. Senza contare poi che la maggiore confusione data dalla mancanza di spazi, porta anche ad un maggior numero di transizioni che vanno a sollecitare l’aspetto mentale di ogni singolo giocatore coinvolto. Nello svolgimento della proposta, il focus di Nagelsmann e del suo staff era principalmente rivolto, per quanto mi è stato consentito intuire dalla mia capacità di comprendere il tedesco (o sarebbe meglio dire, dalle gestualità del tecnico)  alla corretta occupazione degli spazi in fase di possesso, cercando di aprire il campo il più possibile disponendosi in massima ampiezza e, allo stesso tempo, offrendo linee di passaggio al portatore con smarcamenti costanti dalla marcatura avversaria (facilitata dal fatto di essere uomo contro uomo).

5 contro 5 a 4 porte

Seguendo lo stesso schema della seduta mattutina, anche quella pomeridiana procedeva con una situazione di gioco maggiormente elaborata ma in linea con i principi della proposta precedente. In uno spazio con ampiezza area di rigore e profondità la zona di centrocampo circa, è stato sviluppato un 5 contro 5 + portiere (ogni squadra era strutturata con una linea arretrata di 3 giocatori ed una avanzata di 2) e 2 giocatori esterni che giocavano, in fase di possesso, solamente con una delle due squadre, la bianca nella rappresentazione grafica qui sotto.

5+2+portiere contro 5+portiere

In questa fase, la squadra bianca aveva come obiettivo l’attacco della porta alternando le giocate dentro a quelle fuori, sulla base delle letture individuali e collettive degli spazi concessi dai rossi, i quali potevano difendere soltanto al di fuori dell’area di rigore. Per facilitare il loro compito di difesa, riconquista e finalizzazione nella porta avversaria, Nagelsmann ha “giocato” con l’uso della regola del fuorigioco, differente per le due squadre: attiva per i bianchi, che dovevano dunque stare attenti anche e soprattutto ai tempi di gioco per attaccare la linea, non attiva per i rossi che in seguito alla riconquista potevano ricercare la conclusione nella porta avversaria anche attraverso lo smarcamento di un giocatore dietro la linea dei difendenti avversari. Le sponde esterne giocavano a non più di 2 tocchi e rimanevano nelle loro posizioni dopo ogni giocata. A seconda degli obiettivi ricercati e del modello di gioco dell’allenatore penso che a quanto proposto da Nagelsmann si possano trovare adattamenti strutturali o relativi a semplici regole come per esempio chiedere l’interscambio tra i giocatori dentro e quelli fuori dopo ogni giocata.

Nell’ultima parte dell’allenamento invece è stata svolta una particolare modalità di partita 8 contro 8 + portieri a 3 porte, due “regolamentari”, sulla linea di fondo, ed una posta sul cerchio del centrocampo. Partendo dalla fase di costruzione, la squadra rossa aveva la possibilità di segnare sia nella porta più vicina, quella in prossimità della linea mediana del campo, che in quella più distante, attaccando l’ampio spazio alle spalle dei difensori. Per incentivare la ricerca di questa soluzione ogni porta attaccabile aveva un punteggio differente per ogni gol segnato: 1 punto per ogni gol segnato nella porta più vicina, 2 punti per quella più distante. Proprio questo aspetto delle regole e del differente punteggio tra una soluzione ed un’altra rappresenta una semplice soluzione a disposizione dell’allenatore per incentivare un determinato comportamento voluto dai propri giocatori.

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Mercoledì 19 Luglio 2017

  • Seduta mattutina, ore 10.00

La seduta di allenamento è iniziata con una prima parte svolta in palestra e una serie di semplici attività di riscaldamento svolte senza l’utilizzo della palla. Dopo questa fase iniziale la squadra è stata divisa in due gruppi, uno dei quali svolgeva un esercizio sulla trasmissione-ricezione in differenti modalità, mentre l’altro si dedicava ad un’attività più incentrata alla conduzione palla e ai cambi di direzione con la stessa. Dopo 5 minuti i gruppi sono stati divisi.

L’attività di riscaldamento è proseguita poi con una situazione di gioco che, grazie alla testimonianza di altri allenatori presenti, tra cui l’amico Alex Belinger, ex match analyst della nazionale austriaca ed attuale collaboratore tecnico del TSV Hartberg, so essere stata riproposta più volte nei giorni seguenti dal mister: si trattava di un rondo 8 contro 3 giocato a massimo due tocchi in cui i membro dello staff chiamavano ad intervalli di tempo più o meno regolari il nome di un giocatore, il quale doveva compiere uno sprint verso uno dei paletti colorati posti all’esterno dello spazio di gioco. In questa maniera i numeri del possesso variavano costantemente da 7 contro 3 a 8 contro 2). Durante questa fase, Nagelsmann non è mai intervenuto in maniera attiva, delegando tutto il lavoro ai suoi collaboratori.

Mister Nagelsmann insieme ad Alex Belinger, che sarà protagonista di un nostro prossimo articolo

L’intervento attivo del mister c’è stato a partire dalla seconda parte della seduta, concretizzatasi con una proposta esercitativa in tre settori: uno centrale, in cui si svolgeva un 7 contro 4 in uno spazio di 30 x 30 circa e due esterni, uno con una situazione di 3 contro 2 (la squadra in inferiorità numerica era quella che in zona 2 aveva la superiorità) e l’altro con un solo giocatore di una delle due squadre. Lo scopo della squadra in superiorità nella zona centrale era quello di mantenere il possesso per almeno 6 passaggi dopo i quali poteva andare a concludere, in situazione di 2 contro 0, nella porta senza avversari. In caso di riconquista, i bianchi invece dovevano trovare la linea di passaggio per uscire dal pressing avversario cercando uno dei tre attaccanti nella zona successiva e andare alla conclusione. Andando avanti nell’esercitazione, è stata data la possibilità ad un giocatore rosso di stabilire la parità numerica 3 contro 3 uscendo dal settore centrale e tornando il più velocemente possibile sotto palla, così come sono stati variati i numeri dei giocatori sia nel settore centrale che in quelli in zona di finalizzazione. Per quanto riguarda le correzioni del mister, il focus è stato posto sulle scelte effettuate dai propri giocatori nel rondo centrale e dal comportamento dei difensori nelle situazioni di attacco alla porta, stimolando in loro un maggior coraggio nell’andare ad ingaggiare duelli con i rispettivi avversari il più distante possibile dalla propria porta.

Dal 7 contro 4 al 3 contro 2 o 2 contro 0

La terza ed ultima parte dell’allenamento mattutino è stata impiegata per un’esercitazione ad alta intensità sulla pressione a più squadre, 5 da 4 giocatori ciascuna + 2 jolly. 

Il campo era stato diviso in 3 settori, con il gioco che iniziava in zona 1 dove una squadra (gialla in figura) doveva uscire dalla pressione di una squadra avversaria (verde) con l’ausilio del portiere, di due sponde esterne (2 giocatori della squadra rossa) e un vertice alto (jolly). Una volta saltata la pressione e raggiunta la zona 2, libera da avversari, la squadra rimasta inizialmente fuori dallo spazio di gioco in zona 3, entrava in campo con lo scopo di difendere la porta e conquistare il possesso. Nel frattempo la squadra verde, dall’altra parte del campo, usciva dallo spazio di gioco. Ogni 4 minuti i ruoli delle squadre venivano cambiati, coì come i jolly, per un totale di 5 ripetizioni. Per aumentare la competitività dell’esercitazione, e quindi anche l’intensità della stessa, veniva stilata al termine di ogni serie da 4 minuti la classifica con il numero di gol segnati, sottolineando il fatto che la squadra che fosse riuscita a segnare 2 gol consecutivi (uno in costruzione ed uno, l’azione successiva, in seguito a riconquista alta della palla) avrebbe beneficiato di 3 punti bonus.

Dopo 75′ circa di seduta, Nagelsmann dichiarava terminata la sessione mattutina.

  • Seduta pomeridiana, ore 16.00

Fin dai primi istanti della seduta pomeridiana la squadra era stata divisa in 3 gruppi da 7 giocatori cadauno, ognuno dei quali occupava una differente stazione di lavoro che, a rotazione, è stata eseguita da tutti i calciatori coinvolti. Nello specifico le tre proposte erano: 

– un rondo 5 vs 2 (4 giocatori sui lati ed uno dentro)

– una stazione coordinativa con la speed ladder

– una stazione tecnico-atletica in cui i giocatori eseguivano uno sprint verso uno dei coni chiamati dal preparatore (ogni cono era contraddistinto da un colore) per poi andare a calciare in una di due porticine poste ad una decina di metri dal punto di calcio. Anche in questo caso le due porte erano contraddistinte da un colore specifico e la direzione del tiro veniva “guidata” dallo staff. In seguito, anzichè urlare il colore, veniva sollevato un cinesino. 

Ogni stazione aveva la durata di 7′.

Come per la sessione mattutina poi, la programmazione della seduta prevedeva una sessione di rondo. Al posto del rondo 8 contro 3 precedentemente proposto, è stato eseguito un rondo 5+1 contro 2 che diventava, dopo aver trovato il vertice opposto, un 6 contro 3

Partendo dalla situazione di 5 contro 2, i giocatori rossi avevano come obiettivo quello di realizzare un determinato numero di passaggi prima di poter cercare, con un passaggio del giocatore all’interno, il vertice opposto, sull’altro lato corto del rettangolo. Il giocatore bianco davanti a lui, fino a quel momento aveva come unico scopo quello di schermare la giocata all’avversario agendo su linea di intercetto. Se la giocata difensiva non andava a buon fine e il vertice veniva raggiunto dalla palla, si giocava un 6 contro 3 sull’intero rettangolo, con 4 giocatori ai lati e 2 dentro per i rossi. 

"Ogni contrasto aggiunge casualità al gioco, quindi preferisco cercare di intercettare il pallone blocando le linee di passaggio."
Julian Nagelsmann

La seduta è proseguita con una esercitazione che vedeva coinvolti 5 squadre da 4 giocatori ciascuna in cui venivano allenati i concetti di attacco ad una linea in superiorità numerica (ma anche inferiorità, come vedremo a breve) e di transizione negativa. In uno spazio compreso fra area di rigore e centrocampo si trovava una situazione di 3+portiere contro 2+portiere; in un’altra zona adiacente, fra lato lungo dell’area di rigore e linea della rimessa laterale un 2 contro 1 con due porticine sulla linea di fondo. Nei due campi le squadre in superiorità numerica erano invertite, come rappresentato in figura. 

L’esercitazione di Nagelsmann iniziava dalla situazione di 2 contro 1 con obiettivo il gol in una delle due porticine. Una volta terminata l’azione partiva immediatamente la situazione di 3 contro 2 dei rossi, con i due bianchi precedentemente impegnati nell’azione offensiva che dovevano velocemente ripiegare nel campo adiacente per creare la situazione di 4 contro 3 (+ portieri). In questa proposta Nagelsmann è stato particolarmente attivo, dirigendo l’allenamento con grande enfasi e spronando i suoi giocatori con costanza chiedendo loro grande intensità, velocità nell’attacco alla linea e, soprattutto, velocità ai difendenti per ricomporre il reparto e fronteggiare l’offensiva dei rossi. 

L’ultima proposta osservata è stata invece una partita che, come la proposta esercitativa precedente è stata destrutturata in due settori: uno che occupava un’intera metà campo di profondità, con ampiezza area di rigore, ed uno più piccolo, fra centrocampo ed era di rigore. Si partiva, anche in questo caso, dal campo di dimensioni maggiormente ridotte, dove veniva giocato un 4 contro 3 (nella figura i bianchi sono gli attaccanti e i rossi i difendenti) della durata massima di 45 secondi. Terminata l’azione offensiva o i 45 secondi, il portiere della squadra in inferiorità giocava un pallone lungo nella metà campo opposta verso uno dei suoi compagni, questa volta in situazione di superiorità. Una volta raggiunti, tutti i giocatori coinvolti nel precedente sviluppo (4 contro 3 nel campo piccolo) dovevano velocemente spostarsi nel settore opposto per creare una situazione di 7 contro 7. Ogni partita giocata nel campo grande aveva la durata di 3 minuti, al termine dei quali l’esercitazione riprendeva dal 4 contro 3 nel campo ridotto. Le partite 7 contro 7, nello specifico, erano davvero impressionanti per intensità e qualità delle giocate, nonostante lo spazio ridotto. La struttura utilizzata dalla squadra in attacco era per lo più quella del 3-3-1 o 3-1-3. 

http://chirurgiafegato.it/?makaka=incontri-adulti-a-verona&606=2c Considerazioni finali

A distanza di tempo e dopo averne ammirato la rapida e meritatissima ascesa che lo ha visto protagonista sembra piuttosto semplice e banale affermare che Julian Nagelsmann già allora rappresentava senza alcuna ombra di dubbio uno dei prospetti di maggiore interesse in ambito nazionale ed internazionale. La cosa maggiormente sorprendente è stato notare come un tecnico così giovane, alla guida di una squadra della massima divisione, sia riuscito ad ottenere un così alto livello di disponibilità dalla propria squadra, raggiungendo risultati ben oltre le aspettative di tutti.  Questo, a mio modo di vedere, è stato possibile grazie ad un approccio nuovo, fresco e soprattutto trasparente con la propria squadra 

Banī Suwayf (” …un messaggio importante da dare ai giocatori riguardava il modo in cui immaginavo il rapporto tra me come allenatore e i giocatori. Ho detto loro che possono essere loro stessi nonostante tutta la pressione dovuta alla nostra lotta contro la retrocessione e che siamo tutti allo stesso livello, con una differenza, ovvero che sono io quello che prende le decisioni alla fine.
L’età non ha importanza, si tratta solo di avere una buona atmosfera e una relazione reciproca piena di rispetto. E tutti dovevamo avere lo stesso obiettivo. “)

e ad idee ben chiare su come intendeva far giocare la propria squadra. Questa chiarezza si rifletteva in maniera assolutamente evidente nella programmazione delle singole sedute, con esercitazioni che avevano un preciso filo conduttore relativo ai principi di gioco da dover sviluppare e sempre contestualizzate ad una precisa situazione della gara. Julian Nagelsmann ha ricondotto tutti i singoli elementi costitutivi delle sue sedute, sia singoli che collettivi, alla dimensione del Gioco, creando contesti di interdipendenza cooperativi e oppositivi utili ai suoi giocatori per imparare a navigare nell’incertezza del gioco. In questa maniera anche gli interventi didattici correttivi risultano più redditizi, in quanto ricondotti al più presto all’interno del gioco reale. Ma questo Nagelsmann lo sapeva molto bene, altrimenti l’anno successivo non avrebbe portato nel mondo del calcio il video wall nel campo d’allenamento, un maxi schermo in cui viene riprodotta live la seduta d’allenamento con una visuale grandangolo in modo da andare a correggere i comportamenti dei suoi giocatori con il supporto della video analisi in tempo reale. Un’autentica innovazione già copiata da altri tecnici, uno su tutti Mourinho nella sua nuova esperienza a Roma. Julian Nagelsmann è idee, conoscenze, empatia con i propri giocatori e, conseguentemente, risultati. Sarà stato per questo che all’Hoffenheim nessuno si è fatto problemi nell’affidargli la panchina a 28 anni con la squadra al penultimo posto in classifica. E sarà per questo che nessuno si fa problemi oggi che, proprio nella data in cui l’articolo viene pubblicato, compie 34 anni. Nemmeno il Bayern Monaco, che ha scelto di affidargli il suo presente ed il suo futuro.