Nel calcio uno degli aspetti più importanti, divenuto anche tema di recenti studi al riguardo, è la percezione e il modo in cui influisce sul processo decisionale e sull’esecuzione delle azioni in tutte le fasi del gioco. Tuttavia, l’importanza della percezione è insita nel gioco, dato che ogni azione in campo è influenzata da ciò che i giocatori percepiscono.
(Ho trattato dell’argomento anche in questi precedenti articoli:
– L’allenamento cognitivo del F.C. Barcellona
– L’arte dello scanning, ovvero l’importanza della presa di informazioni)
Il senso maggiormente utilizzato dai giocatori per orientarsi all’interno di quella che Arteta in una conferenza stampa chiamò la “giungla” della partita è ovviamente quello della vista, ed è su questo aspetto che intendo trattare in questo articolo. In particolare voglio approfondire uno specifico tema, ovvero l’importanza strategico dell’uso delle “zone cieche” o “angoli ciechi”.
Molti fra coloro che hanno giocato – a qualsiasi livello – hanno spesso sentito parlare di gioco sul “lato cieco”, termine utilizzato come sinonimo del ribaltamento di gioco sul lato del campo opposto a quello in cui si trova la palla in un determinato momento.
In realtà il concetto di zona cieca è qualcosa di molto più profondo e definisce azioni sia individuali che collettive dall’elevato potenziale strategico sia offensivo che difensivo che cercherò di analizzare qui di seguito.
Cosa si intende per lato cieco (o zona cieca)
Partiamo da una brevissima lezione teorica su come funziona la vista e ciò che siamo in grado di percepire attraverso i nostri occhi. Gli esseri umani hanno un campo visivo che va da circa 180-200 gradi in orizzontale, a cui si arriva attraverso una combinazione delle visioni foveale (quella che, semplificando, potremmo definire come centrale) e di quella periferica. Ciò significa che ci sono tra i 160 e i 180 gradi che un giocatore non è in grado di visualizzare.
Tutto questo implica che in ogni momento della partita esiste un intervallo di gradi che un difensore non può vedere che è quasi uguale all’intervallo che, al contrario, un attaccante è in grado di percepire. Questa differenza rappresenta quindi un aspetto potenzialmente chiave del gioco.
Per zona cieca di un difensore si intende dunque la zona di campo che un difensore non può vedere e su cui quindi non può arrivare e non può proteggere in anticipo o in elevazione. In poche parole la zona su cui non può intervenire direttamente.
Il modo in cui le squadre o i singoli giocatori di una squadra manipolano questo aspetto a loro vantaggio rappresenta un aspetto del gioco tanto sottile quanto determinante che influisce sulle diverse fasi in modi diversi.
Il potenziale strategico del posizionamento dell’attaccante sul lato cieco del difensore
In quest’ultima annata sportiva ho avuto la fortuna di poter allenare, in due differenti esperienze, due giocatori che nella loro carriera sono stati complessivamente tre volte i migliori marcatori del campionato di Serie C: Facundo Lescano, attualmente all’Avellino, con il quale è stato appena promosso in Serie B e Saveriano Infantino. Questo paragrafo nasce dall’osservazione e soprattutto dai dialoghi e dai reciproci scambi di idee e opinioni avuti con entrambi sul tema.
Una caratteristica chiave di un gioco offensivo efficace è sapere su cosa si concentra la difesa avversaria nelle differenti situazioni di gioco. Indipendentemente dal sistema difensivo utilizzato, i giocatori di una squadra che si trova in non possesso devono essere in grado di vedere la palla per reagire nel miglior modo possibile alle dinamiche del gioco. La posizione della palla, unita alla sua vicinanza e la velocità a cui sta viaggiando, fornisce vari spunti per i difensori in termini di posizionamento, tempismo delle loro azioni e livello di pericolo dell’azione portata dagli avversari.
Allo stesso modo la visione diretta del proprio avversario assume la stessa importanza per i difensori, in quanto anch’essi forniscono loro molti segnali simili a quelli dati dalla palla. E anche se questo aspetto può essere in qualche modo “influenzato” dai principi utilizzati all’interno del sistema difensivo della squadra – dal momento che sarà più rilevante per una difesa orientata all’uomo rispetto ad una a zona – è comunque importante per tutti i difensori.
Il problema principale che il posizionamento sul lato cieco causa a un avversario è che essenzialmente richiede loro di dare priorità in termini di campo visivo. Con un giocatore posizionato sul lato cieco del loro avversario, lo costringono a scegliere tra essere in grado di vedere la palla o l’uomo. Se l’avversario difensivo sceglie di vedere esclusivamente il proprio avversario, il portatore di palla può muoversi con la palla e la situazione intorno a lui può cambiare abbastanza drasticamente nel momento in cui vede la palla la prossima volta. Ciò significa che la scelta del difensore di tenere d’occhio il proprio avversario potrebbe essere resa comunque inutile. L’alternativa, che consiste nel dare priorità alla visione della palla, significa che il giocatore sul lato cieco del difensore può allontanarsi potenzialmente senza opposizione, il che è quasi altrettanto pericoloso.
Questo aspetto – utilizzabile ad ogni altezza del campo e situazione del gioco – può diventare determinante negli ultimi 20-25 metri per scardinare difese granitiche e apparentemente difficili da superare.
L’importanza per l’attaccante di lavorare sul secondo centrale
L’uso strategico del lato cieco ha quindi molto da offrire nella fase di finalizzazione di una squadra. Nelle situazioni di cross per esempio, come nella maggior parte delle situazioni difensive, i difensori devono essere in grado attraverso il loro posizionamento di vedere la palla, il che è vitale per preparare non solo le loro azioni, come ad esempio se saltare e in quale direzione muoversi, ma soprattutto per determinare il tempo in cui agire. Tuttavia, allo stesso modo hanno bisogno di tenere anche gli avversari nel proprio campo visivo per poterli anticipare e in generale per poter reagire ai loro movimenti e decidere il modo migliore per impedire loro di raggiungere la palla. Quando un attaccante si posiziona sul lato cieco di un difensore, essenzialmente toglie questa possibilità al difensore. Inoltre, tale posizionamento conferisce all’attaccante quella che può essere meglio descritta come potenziale superiorità.
In questo paragrafo voglio soffermarmi proprio su questo specifico dettaglio relativo al posizionamento dell’attaccante. Per farlo immaginiamo una situazione semplificata di attacco linea di un attacco a tre contro una difesa a quattro con palla sull’esterno.
Uno delle azioni più comuni da osservare, soprattutto in categorie giovanili o nei campionati dilettanti, è quella in cui l’attaccante effettua movimenti di smarcamento correndo verso il primo difensore centrale, quello più vicino alla palla, di fatto allontanandosi dal centro della porta e, allo stesso tempo, limitando la funzionalità e le possibilità di giocata per via del suo posizionamento all’interno del raggio d’azione diretto del difensore.
Per fornire qualche esempio pratico provo a illustrare una situazione che mi è capitato di osservare e correggere molto spesso nelle mie esperienze di settore giovanile. Quando un esterno d’attacco che gioca a piede invertito converge verso il centro per attaccare la linea difensiva il suo movimento verrà seguito dal terzino, mentre il centrale di parte fornirà presumibilmente una leggera copertura al compagno. Un movimento dell’attaccante verso il primo centrale avrebbe l’effetto di terminare, per via del suo movimento di copertura, il più delle volte all’interno della sua visuale e quindi del suo raggio d’azione, limitandone enormemente la pericolosità finalizzativa.
Differentemente, un posizionamento preventivo sul secondo centrale aprirebbe differenti scenari. Di seguito provo ad elencarne alcune, dettagliando i relativi vantaggi.
1. Sfruttare il “buco” creato dal primo centrale con un filtrante
Continuiamo a prendere in esame l’esempio dell’esterno d’attacco che converge per attaccare la linea difensiva a quattro. Se, a differenza del caso precedente, l’attaccante si posiziona sul secondo centrale, ci sarà un momento in cui il movimento con la palla dell’esterno sarà preso in carico dal primo centrale, con il terzino che invece, lascerà la marcatura per non farsi portare troppo fuori posizione dall’avversario. In questo caso si genererà uno spazio alle sue spalle che potrà essere sfruttato dall’attaccante per ricevere palla partendo dal lato cieco del proprio marcatore.
2. Sfruttare il “buco” creato dal primo centrale con un passante
Verosimilmente a quanto appena visto, l’attaccante potrà ricevere un passante e non un filtrante, sfruttando lo spazio generato dalla copertura che il secondo centrale dovrà necessariamente fornire al compagno di reparto uscito in pressione e il suo posizionamento sul lato cieco del secondo centrale.
3. Attaccante che si sfila per giocare senza pressione
Nel caso in cui la difesa fosse particolarmente efficace nel chiudere gli spazi in profondità e togliere ogni possibilità di filtrante, una soluzione alternativa per l’attaccante potrebbe essere quella di “staccarsi” all’indietro dal proprio marcatore per ricevere fronte alla porta senza pressione. Con l’uscita del primo centrale sull’esterno che converge difficilmente, anzi, quasi mai la difesa rischierebbe l’uscita in avanti di un secondo centrale. L’attaccante si riciclerebbe in rifinitore per il taglio, per esempio, dell’esterno opposto partito sul lato cieco del terzino di destra.
Esempi di giocata in zona cieca in zona di rifinitura
Alla luce di quanto sopra per “giocare palla in zona cieca” del difendente assume un valore e un significato molto ampio. Infatti possiamo intendere:
- un cambio di gioco lungo nello spazio alle spalle del difensore avversario
Si tratta della situazione più comune in cui si parla di giocare “sul lato cieco”: una squadra attacca partendo da una delle ampiezze dal campo per poi cercare un veloce ribaltamento di fronte che le permetta di trovare spazi sul lato opposto del campo. In questa circostanza i difensori si vedono limitare la propria capacità di intercettare la palla in virtù del posizionamento del proprio corpo. Con gli appoggi rivolti verso la palla, possono ridurre la portata della corsia di passaggio di fronte a loro, tuttavia aprono un’enorme corsia di passaggio dall’altra parte.
Nella doppio sfida di semifinale di Champions League fra Inter e Barcellona è stato molto frequente vedere l’utilizzo di questa strategia da parte dell’Inter. Con la difesa dei catalani molto alta e molto forte in zona palla, i nerazzurri hanno fanno un ampio utilizzo dell’attacco all’angolo cieco della difesa degli spagnoli, soprattutto sfruttando gli inserimenti di Dumfries sulla corsia di destra.
- un traversone o un cross alle spalle del difensore fuori dalla sua possibilità di intervento
- una palla tagliata a uscire o a rientrare in area, sempre nello spazio fuori dall’intervento del difensore
- un filtrante rasoterra con corsa interna o esterna dell’attaccante
Il posizionamento del corpo quando si difende contro i passaggi filtranti è estremamente importante per i difensori, in quanto cercano di occupare una posizione che permetta loro di vedere la palla, mantenere la mobilità per difendersi dalla palla e dall’avversario e, in modo significativo, dare loro la possibilità di intercettare la palla, tra gli altri aspetti. Combinare tutti questi aspetti in un lasso di tempo così breve è ovviamente incredibilmente difficile.
Con i piedi del difensore rivolti verso l’attaccante, un passaggio filtrante che supera la parte posteriore del difensore sarà molto difficile da intercettare per una serie di motivi. In primo luogo, è probabile che il difensore abbia la maggior parte del suo peso rivolto verso l’avversario e quindi impiegherà un tempo relativamente lungo per girarsi completamente e creare l’accesso alla palla. In secondo luogo, questo processo di rotazione significherà perdere, seppur per un breve istante, la visuale della palla e quella dell’avversario. Inoltre, se il passaggio e la corsa sono ben coordinati, possono fornire all’attaccante un vantaggio in termini di spazio e tempo che darà al difensore una certa distanza da recuperare dopo aver completato la propria rotazione.
Giocate sul lato cieco in costruzione
L’uso strategico del lato cieco ha molto da offrire anche nella fase di costruzione e sviluppo di una squadra.
Come accennato in precedenza, nel calcio il pallone è un enorme punto di riferimento difensivo, non solo in termini di posizionamento ma ancora di più in termini di percezione e azioni. La posizione della palla indica alla difesa quanto sia pericoloso l’attacco avversario e quali azioni è necessario eseguire per ridurre al minimo qualsiasi potenziale minaccia. Se riduciamo la difesa al suo scopo più elementare, che è semplicemente quello di impedire che la palla finisca in rete, l’importanza di vedere la palla è evidente. Non sorprende quindi che la maggior parte dei difensori dia la priorità alla possibilità di vedere la palla.
Naturalmente, squadre e giocatori diversi rispondono a determinati eventi in modo diverso in base all’approccio tattico, alla mentalità, allo stato di gioco e a molti altri fattori della loro squadra. Tuttavia, il passaggio sul lato cieco di un avversario spesso costringe il suddetto avversario a “girare”. Con questo intendo semplicemente che devono riadattare la posizione del loro corpo per riacquistare la visione della palla.
La conoscenza di ciò consente una manipolazione strategica dell’attenzione degli avversari e, a sua volta, della copertura. Un vantaggio quindi dell’uso del lato cieco nella costruzione è la capacità che dà di generare uomini liberi. Muovendo la palla per alterare la messa a fuoco visiva dell’avversario, una squadra può creare lo spazio necessaria per consentire a uno dei propri giocatori di muoversi senza essere seguito e saltare agevolmente linee di pressione.
Un altro punto di riferimento è il posizionamento del corpo e gli occhi del portatore di palla. I difensori usano naturalmente questi dettagli a loro vantaggio per anticipare le intenzione dei propri avversari e saper “maneggiare” questi dettagli ha, strategicamente, un vasto potenziale. Sergio Busquets è un giocatore che usa spesso questo a suo vantaggio con i suoi squisiti passaggi finti. Riesce a separare i difensori, tirandoli fuori posizione semplicemente usando gli occhi per indicare che intende passare in una determinata area, come mostrato nel video qui sotto.
Potenziale difensivo
Sebbene il lato cieco possa causare problemi significativi ai difensori, può, e spesso lo è, anche essere usato a loro vantaggio.
Ogni difendente determina dietro di sè, nei confronti della palla, uno spazio vicino e ristretto entro il quale è difficile per un avversario ricevere palla. Tale spazio viene definito zona ombra, perchè può essere coperto e protetto anticipatamente in ampiezza e profondità. Il difensore potrà quindi intervenire sulla palla diventando “ombra” per un avversario poichè in quello spazio difficilmente riuscirà ad entrare in possesso della palla.
Nella figura sotto il difendente crea una propria zona ombra contingente, diversa da quella di qualunque suo compagno, e variabile a seconda della variazione della posizione della palla, in cui diventa impossibile per un avversario riceverepoichè il difendente, con movimenti di apertura laterali, protegge uno spazio in ampiezza e con il proprio corpo copre e protegge uno spazio alle sue spalle. La profondità di tale spazio dipenderà dalla morfologia e della capacità di elevazione del difendente stesso: tanto più sarà in grado di saltare in alto, tanto più aumenta lo spazio coperto e protetto alle sue spalle.
Partendo da questo principio generale, un giocatore può quindi essere in grado di difendere contemporaneamente su due giocatori utilizzando la propria ombra di copertura, ovvero posizionandosi tra la palla e un avversario, tagliando così la corsia di passaggio al possibile ricevitore con la sua “ombra”.
I vantaggi difensivi del “lato cieco” possono essere utilizzati a proprio favore anche nel caso di una pressione maggiormente indirizzata sull’uomo a tutto campo. Avvicinarsi al portatore di palla dal suo lato cieco è infatti un metodo potenzialmente molto efficace. Basti pensare al primo gol segnato dall’Inter nella semifinale di ritorno di Champions League giocata ieri contro il Barcellona.
Come evidenziato negli screen qui sotto infatti, il gol segnato da Lautaro Martinez nasce da una pressione individuale di Di Marco su Olmo provenendo dal lato cieco dello spagnolo. Quando il centrocampista del Barcellona, avuta la percezione di essere solo, ha controllato il pallone per orientarlo in avanti, Di Marco è saltato fuori dal nulla e gli ha sradicato il pallone dai piedi, dando il via all’azione con cui i nerazzurri hanno aperto la partita.




Il problema principale per il portatore di palla è che non può vedere l’avversario che si sta avvicinando a lui, il che significa che spesso non è consapevole di essere pressato. Ciò causa problemi significativi al portatore di palla. Naturalmente, se non sanno che un difensore si sta avvicinando, possono procedere come se avessero tempo e spazio e rischiare di essere colti di sorpresa.
Inoltre, anche se vengono informati dell’arrivo dei difensori, avranno difficoltà a sapere da quale angolazione stanno per essere pressati, dal momento che non riescono a vedere l’avversario. Ciò rende la selezione delle azioni successive da compiere molto più difficile. Decisioni come la direzione da prendere o la direzione del passaggio da effettuare diventano quasi impossibili da prendere bene senza questa consapevolezza vitale soprattutto in alcune zone del campo.
Conclusioni
Sebbene questo articolo abbia trattato gli aspetti principali e i potenziali vantaggi collettivi ed individuali che si possono beneficiare con l’uso strategico del lato cieco, c’è ancora spazio per la discussione e l’analisi su questo tema. Aspetti come l’uso del lato cieco in difesa per impedire agli avversari di girarsi verso la porta, come gli attaccanti devono usarlo per liberarsi dalla marcatura e come l’uso del proprio corpo e del proprio sguardo possa influenzare le scelte difensive avversarie sono tutti argomenti che possono essere ancora approfonditi.
Il lato cieco è un aspetto che ha un’influenza su ogni fase del gioco. Sebbene siano occasionalmente citato da addetti e commentatori come solo sinonimo del cambio di gioco, il pieno potenziale che ne deriva non è spesso riconosciuto o compreso, ed è invece, molto più ampio.