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Teoria tattica: difendere da rimessa laterale

Le situazioni di rimessa laterale nelle partite sono spesso date per scontate e implicano poche riflessioni significative o un processo decisionale molto marginale su di esse, se non per limitarsi a marcare l’avversario ed impedire la progressione della palla. Ma queste situazioni possono influenzare non solo chi controlla il possesso, ma anche come e dove questo possesso ha luogo.

In una mia precedente intervista con Thomas Gronnemark, allenatore di rimesse laterali nello staff di Jurgen Klopp al Liverpool F.C., ho discusso della tecnica e delle strategie di battuta delle rimesse da un punto di vista offensivo. In questo articolo intendo invece incentrarmi dalla prospettiva difensiva di queste situazioni di gioco e di come una situazione difensiva possa diventare un’opportunità d’attacco. Ogni rimessa laterale è un’opportunità per pressare in una zona favorevole del campo e per plasmare la fase successiva della costruzione avversaria. Nel pressing in campo aperto, l’obiettivo non è semplicemente quello di fermare l’avanzamento dell’avversario, ma anche di attrarre e chiudere l’avversario in una determinata zona di campo e provare a giocare. Si cerca la riconquista della palla in zone favorevoli che consentono le migliori opportunità offensive. Ma allora perché questa mentalità cambia per le rimessa laterali?

All’interno di questo articolo discuterò varie strategie che possono essere utilizzate per le rimesse laterali difensive affinchè esse possano diventare, da situazione difensiva ad opportunità offensiva.

Marcatura orientata sull’uomo

Il modo più semplice e comune in cui le squadre difendono le rimesse laterali nel calcio è attraverso la marcatura a uomo: ogni giocatore di solito marca il giocatore più vicino a lui e lo segue rigorosamente. In questi casi si verifica una scarsa rotazione dei ruoli, e quindi la struttura della squadra in difesa è completamente determinata dai movimenti offensivi dell’avversario. Possiamo vedere un esempio di questa semplice struttura qui sotto, in cui la squadra in difesa crea la parità numerica con l’avversario in campo. I giocatori rimangono legati al loro riferimento, quindi se due avversari ruotano nello spazio l’uno dell’altro, lo stesso accade per i difensori. Di conseguenza, come la maggior parte dei sistemi di marcatura a uomo nel calcio, semplici movimenti di richiamo, rotazioni e schemi consentono di manipolare e superare questo sistema.

Inoltre, la parità numerica è creato solo fino al momento in cui la palla viene giocata, momento in cui la squadra in possesso ottiene il vantaggio di +1 fornito dal giocatore che ha battuto la rimessa laterale, esattamente come nello scenario illustrato qui sotto, in cui una volta battuta la rimessa il Gubbio può beneficiare di una situazione di 4 contro 3 in corsia laterale.

Con questo sistema di marcatura l’avversario, attraverso un semplice passaggio di ritorno, potrà facilmente accedere al giocatore libero che si trova fronte alla porta con diverse opzioni per far avanzare la palla. La squadra in difesa dovrà quindi cercare di chiudere questi spazi e rendere l’area intorno alla palla il più compatta possibile, con il il difensore più vicino al ricevente che dovrà reagire ed accorciare per portare pressione sul battitore della rimessa, ora in possesso di palla, mentre il suo precedente riferimento si smarca dietro di lui.

Per questo motivo, la squadra in attacco tenderà a non giocatore al compagno disponibile più vicino, ma al contrario proverà a  spaziare intorno al battitore, con linee di passaggio tali da rendere la corsa in pressione del difensore verso il battitore abbastanza lunghe, garantendo a quest’ultimo tempo e spazio per la giocata successiva.

Nel caso in esame sotto, il giocatore più vicino alla palla si muove per pressare il battitore che riceve il passaggio di ritorno del compagno, ma la distanza tra quest’ultimo e il ricevitore della rimessa gli dà il tempo di controllare la palla e cercare di sfruttare la situazione di 2 contro 1 verticale che si viene a creare fra ex battitore e ex ricevitore, con linee di passaggio che possono essere larghe o interne a seconda della reazione e della struttura della difesa.

In questa rimessa laterale battuta dalla Torres, il Gubbio sceglie un sistema di marcatura a uomo su tutti i possibili ricevitori intorno alla palla...
...Quando la palla torna sui piedi del battitore, attrae la pressione degli avversari a lui più vicini, i quali lasciano i loro precedenti riferimenti, creando così una superiorità numerica 3 contro 2 in zona palla e potenziali situazioni di 2 contro 1 verticale per il possessore.

Questo svantaggio numerico, oltre alla relativa facilità nel superare la pressione avversaria usando un movimento offensivo intelligente sono i principali punti deboli di un sistema orientato alla marcatura a uomo. Di conseguenza, ci sono diversi altri modi diversi per difendere una situazione di rimessa laterale.

Marcatura a zona

La marcatura a zona da rimessa laterale si basa sul fatto che ogni giocatore è chiamato a difendere la propria porzione di campo di competenza ed è chiamato a marcare qualsiasi giocatore che entri in questa zona. Molte rimesse laterali si basano inizialmente su una marcatura a zona orientata allo spazio, in quanto la squadra pressa in un’area compatta per ridurre uno spazio già di per sè limitato dalla vicinanza dalla linea laterale, il che è molto più efficace di quanto non si possa fare in campo aperto, dove è più semplice per gli avversari cambiare gioco rapidamente e indirizzare il loro attacco dove c’è meno densità difensiva. Ciò significa che, sempre per quanto riguarda le rotazioni e i movimenti, la difesa laterale diventa meno disorganizzata e meno facilmente manipolabile, con ciascuna zona libera e corsie di sorpasso.

Nell’immagine sotto è ben visibile la difesa a zona del Cesena durante una rimessa laterale della gara contro il Pescara. La disposizione 5-3-2 in non possesso dei romagnoli viene mantenuta anche in questa occasione, con i centrocampisti molto schiacciati verso palla per controllare i potenziali ricevitori.

Quando i due giocatori del Pescara incrociano, invertendo le loro posizioni, i difensori a zona del Cesena non si muovono con loro, e quindi sono in grado di continuare a presidiare lo spazio intorno ad essi facilmente, non lasciando spazi. Spesso, come in questo caso, si può vedere uno o più difensori posizionarsi immediatamente alle spalle dei giocatori in pressione per rendere la zona più compatta e mettere in ombra potenziali ricevitori più distanti, come l’attaccante centrale del Pescara nella foto sopra che viene oscurato dal centrocampista più distante dal battitore.

Se il lanciatore è in grado di effettuare un lancio più lungo, questa struttura zonale a volte può essere aggirata, e quindi è necessaria una copertura intorno alla palla vicino ai marcatori.

Anche in questo caso, poi, il battitore è un giocatore libero a cui si può accedere facilmente. Per questo molte squadre impiegano un mix di entrambe queste strategie a seconda dell’area del campo in cui viene battuta la rimessa. 

Concetto di difensore aggiuntivo

Con molte rimesse che portano il battitore a poter ricevere nuovamente la palla, le squadre che difendono devono strutturarsi per essere in grado di pressare o marcare questo giocatore. Il modo più comune in cui le squadre lo fanno è attraverso l’utilizzo di un “difensore aggiuntivo”. Questo concetto ha molteplici varianti di cui parlerò, con la prima che è un giocatore esplicito impiegato difensivamente nella zona in cui viene battuta la rimessa laterale.

In questo caso, a partire dal lancio iniziale, il difensore aggiuntivo non ha un avversario da marcare e si trova semplicemente di fronte al lanciatore, mentre il resto della squadra marca i potenziali ricevitori intorno alla palla. Esattamente quello che è accaduto durante questa rimessa laterale difesa dal Milan nell’ultima partita giocata contro il Frosinone, con Chukwueze pronto a chiudere ogni possibilità di scarico per Oyono, Reijnders e Loftus-Cheek a prendersi cura dei ricevitori con Calabria pronto a fornire copertura e schermare soluzioni alternative come quelle per l’attaccante a centro aerea che si muove incontro.

Come accennato in precedenza, si tratta di una variante molto esplicita, in cui gli avversari hanno la possibilità di vedere e capire in anticipo la struttura difensiva avversaria, fornendo elementi utili a reagire di conseguenza. Molte squadre reagiranno a questa struttura difensiva cercando di effettuare lanci più lunghi per eludere la pressione avversaria, come il caso evidenziato nei due fermi sotto. Il Lecco sta per battere una rimessa offensiva ma il Como si dispone per preparare un’immediata aggressione ai ricevitori e al battitore in caso di retropassaggio. Capendo le intenzioni degli avversari, Crociata, nella prima immagine all’altezza della lunetta dell’area di rigore, reagisce di conseguenza attivandosi per ricevere una rimessa lunga nello spazio dentro l’area di rigore alle spalle della pressione del Como.

In questo senso il concetto è lo stesso del pressing. Se portiamo pressione in una zona del campo, andando fin da subito sul riferimento dell’uomo, è molto probabile che l’avversario giocherà direttamente eludendo ogni tentativo di pressing. Anche se questo atteggiamento può essere un utile strumento difensivo, si tratta di un approccio che “rovina” l’opportunità di creare opportunità di recupero palla in zone più alte del campo attraverso il pressing. Pertanto, se all’interno dello stesso concetto viene utilizzata una struttura più camuffata, l’avversario può essere tentato di giocare corto, e se questa struttura ha la capacità di adattarsi, possiamo conquistare la palla in zone pericolose. 

Difensore aggiuntivo “cammuffato”

Ci sono diverse varianti per “mascherare” il difensore aggiuntivo. Il primo e migliore esempio viene dal Liverpool che qui usa la strategia di due giocatori a marcare lo stesso giocatore. Il giocatore davanti, che in questo esempio è Wijnaldum, rimane con questo giocatore e lo contatta per far sembrare che stia marcando. Naby Keïta rimane dietro il marcatore pronto. Da questo punto, prima che venga effettuata la rimessa, il Genk si trova in una situazione in cui sembra agevole e sicuro per loro giocare corto. Il giocatore lungo la linea ha la possibilità di ricevere e il battitore ha anche la possibilità di ricevere un eventuale passaggio di ritorno. 

Non appena la palla lascia le mani del battitore, Wijnaldum esce dai fittizi compiti di marcatura per portare pressione nello spazio vicino alla linea di fondo e impedire che la palla venga rigiocata, mentre Keïta diventa il marcatore di quel giocatore. Joe Gomez ovviamente applica più pressione una volta che la palla viene lanciata, e Wijnaldum, in raddoppio, è in grado di riconquistare la palla ed avviare una transizione offensiva.

Strutturare “trappole di pressione” per la riconquista del possesso

Un metodo per strutturare alcune “trappole di pressione” è quello di compiere movimenti in avanti per recuperare una struttura difensiva favorevole. 

Questo esempio della Torres mostra come questo possa essere messo in atto in situazione di rimessa laterale. I giocatori si strutturano inizialmente lasciando aperta la linea di passaggio ad un possibile ricevitore. Una volta che la palla gli viene giocata si spostano in avanti per portare pressione e coprire il passaggio di ritorno per il battitore. La squadra sfrutta la sua profondità per regolare la sua forma ed è ben sfalsata per coprire le posizioni di cui ha bisogno. 

Una volta che la rimessa viene battuta, i giocatori possono “saltare” in avanti e modificare la struttura, che ora taglia fuori il battitore e porta una forte pressione sul portatore di palla. Nel caso in esame sotto, intorno al pallone un quarto giocatore esce per pressare il ricevitore, mentre il lanciatore viene coperto dall’esterno di destra, con l’attaccante che si prenderà cura dell’opzione sotto palla della Fermana. Se si pressa correttamente in questi casi gli avversari non hanno molte opzioni e la palla può essere riconquistata, come per altro avvenuto in questa circostanza. La squadra offensiva ha spazio davanti per giocare e ha giocatori con un buon orientamento del corpo per muoversi e creare angoli rapidamente. 

Un altro modo in cui è possibile impostare una trappola di pressione è utilizzare un giocatore posizionato più in alto rispetto al punto di battuta della rimessa laterale. Il RedBull Lipsia è un esempio di squadra che utilizza spesso questo concetto difensivo, con uno degli attaccanti che inizialmente toglie all’avversario un’opzione di passaggio all’indietro e poi esce dai compiti di marcatura per portare pressione al ricevitore. Possiamo vedere un esempio di tutto ciò nelle immagini qui sotto. Inizialmente il Lipsia invita l’avversario a giocare la rimessa al giocatore vicino. Il potenziale ricevitore non viene marcato stretto e gli viene volutamente concesso spazio per ricevere. Lo stesso viene fatto con il battitore, a cui viene data l’impressione che anch’egli sarà libero.

Una volta che la palla viene giocata, il Lipsia modifica la sua struttura, con l’attaccante più vicino che va in pressione sul battitore per chiudergli la linea di passaggio e il centrocampista centrale che cerca di creare un 2 contro 1 sul ricevitore.

Conclusioni

All’interno di questo contesto, è fondamentale comprendere che uno dei dettagli chiave di questa strategia difensiva è il voler concedere alle squadre avversarie la giocata corte della palla, in quanto questo dà l’opportunità a chi difende di poter pressare dove vuole e con le modalità con cui preferisce per poi poter ribaltare l’azione. E’ necessario essere abbastanza coraggiosi da sfidarli a giocare per poi, attraverso la struttura difensiva, adattarsi, intrappolare l’avversario e riconquistare il possesso.

A seconda delle priorità della propria squadra, la struttura può cambiare, ma in sintesi, ogni trappola di pressione coinvolge almeno un giocatore aggiuntivo, indipendentemente da come viene utilizzato, e se si crea almeno una parità numerica intorno alla rimessa laterale una volta che è stata battuta, le squadre faranno fatica a uscire dalle aree strette e intasate in cui vengono effettuati i lanci. Ogni situazione di rimessa laterale difensiva pertanto può essere sfruttata per imbastire un principio di opportunità offensive.