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Teoria tattica: le varie forme di attacco preventivo

In un precedente articolo dello scorso anno ho analizzato le differenti forme che si possono utilizzare per organizzare una buona difesa preventiva durante la fase di possesso. In questo seconda parte esaminerò invece i diversi metodi di smarcamento e attacco preventivo adottabili contro le già esaminate strutture di difesa sotto palla. 

Destrutturare il sistema preventivo avversario

La prima strategia di contrattacco ha a che fare con la destrutturazione della difesa preventiva avversaria, cercando attraverso i posizionamenti degli attaccanti sopra la linea della palla dei posizionamenti tattici in grado di allungare le distanze fra i difensori. Questa destabilizzazione dell’organizzazione della difesa, portando i difensori in posizioni non agevoli a garantire copertura reciproca, si concretizza maggiormente quando la difesa preventiva dell’avversario marca a uomo i riferimenti avanzati. 

Il mezzo solitamente più utilizzato per destrutturare la struttura preventiva avversaria è solitamente quella di mantenere gli attaccanti in posizioni relativamente larghe vicino alla linea di metà campo. Ciò garantisce che i giocatori sul lato della difesa preventiva non siano in grado di ricevere copertura dal giocatore al centro, il quale dovrà necessariamente mantenere una posizione più “ibrida” per fornire un’adeguata copertura ma mantenendo una distanza tale da rompere la compattezza della linea difensiva. Questo però non si traduce solo in un aumento dello spazio all’interno della struttura di difesa preventiva, ma anche in quello tra l’ultima linea difensiva e il resto della squadra, poiché le distanze verticali tra le linee diventano più ampie.

Un esempio pratico di destrutturazione di una struttura di difesa preventiva 1-2-1, ad esempio, è quello di posizionare gli esterni molto larghi, per spostare i giocatori della difesa verso l’ampiezza. Con lo stesso principio anche il riferimento centrale dell’attacco, attraverso il suo posizionamento può ampliare lo spazio verticale della struttura. Questo può essere fatto in due modi. Una prima soluzione potrebbe essere quella di abbassarsi verso il centrocampo con lo scopo di portarsi dietro il proprio marcatore e dilatare lo spazio tra il primo difensore e gli altri tre giocatori. In questo scenario si viene a creare una mancanza di supporto di pressione “secondario” da parte degli altri giocatori nella difesa, impossibilitati a garantire un’adeguata copertura poiché i giocatori laterali vengono “fissati” dagli altri due attaccanti.

La seconda opzione potrebbe invece prevedere un posizionamento dell’attaccante centrale più alto, con l’effetto di appiattire la struttura difensiva e creare un ampio spazio aperto a centrocampo. Questo sembrerebbe essere meno vantaggioso per creare contrattacchi diretti, poiché i difensori sono in grado di mantenere una superiorità numerica difensiva di 4 contro 3 nell’ultima linea. Tuttavia, può essere utile per mantenere il possesso, poiché il giocatore che si trova nella posizione più ideale per applicare il contropressing diretto è costretto ad effettuare una corsa all’indietro. Inoltre, si tratta di uno spazio che può essere utilizzato dai centrocampisti per uscire dalla zona di riconquista ed eludere la pressione avversaria avanzando in avanti.

Sfruttamento delle ampiezze

Quando si esaminano le differenti forme di difesa preventiva, esiste l’idea comune di dare priorità al controllo della zona centrale del campo, poichè è la zona che offre la via più rapida per la porta agli avversari. Sulla base di questo semplice dettaglio tattico il ragionamento dell’attacco preventivo dovrebbe fondarsi sull’occupazione, attraverso il posizionamento dei giocatori rimasti sopra la linea della palla, di più canali verticali. Più giocatori si isolano – per via delle distanze che  diventano troppo grandi – e più risulterà difficile per chi difende organizzare contrattacchi.

Il principale punto debole delle difese preventive composte da tre giocatori è lo spazio ai lati dei due braccetti, perché la loro posizione accentrata sta svuotando lo spazio sulle fasce. Con solo tre giocatori ( per non parlare di due), è quasi impossibile per chi difende coprire in maniera adeguata l’intera ampiezza del campo senza perdere di compattezza. Pertanto, le squadre che contrastano queste aree potrebbero riuscire a trovare spazi importanti per eseguire contrattacchi. A seconda delle abitudini della squadra in contropiede, possono accedere a queste ampie aree in modi diversi. Prima di tutto, può essere fatto con una corsa diretta nello spazio aperto. Una volta che la squadra entra in compiti di contropressing, la squadra avversaria può utilizzare passaggi diretti alti in questo spazio per consentire ai compagni di squadra in corsa di aggirare qualsiasi pressione immediata e sfruttare le corsie laterali. La corsa diretta alle spalle della linea della difesa preventiva funziona ancora meglio quando viene effettuata sul lato debole del campo, quello opposto alla zona di riconquista, poiché si utilizza il lato cieco del difensore.

Tuttavia l’opzione della palla giocata direttamente non è la sola utile a modifica la struttura difensiva preventiva degli avversari. Un’opzione alternativa potrebbe essere rappresentata infatti da una palla giocata nei piedi di un compagno preventivamente smarcato nelle suddette zone laterali. Lo scopo sarebbe quello di sfruttare una particolare superiorità qualitativa nell’uno contro uno frontale per puntate l’avversario e attaccare successivamente gli spazi centrali creati dal pressing verso l’esterno della difesa.

Ancora, un terzo modo è quello di far muovere l’attaccante dopo la riconquista della palla nello spazio aperto sulla fascia. Il vantaggio principale di questo aspetto è rappresentato dal fatto che molto probabilmente il suo movimento trascinerà con sé il difensore centrale di parte, aprendo spazi al centro e dilatando probabilmente gli spazi della difesa preventiva. Quando si ha a disposizione un attaccante forte fisicamente e con buone proprietà tecniche individuali che lo rendono in grado di reggere palla in una situazione di uno contro uno dorsale, questa soluzione può essere un’opzione da utilizzare nel caso in cui gli avversari siano in grado di mettere pressione alla propria squadra e il contropiede deve quasi necessariamente essere iniziato attraverso una palla lunga.

L’ultima opzione per sfruttare lo spazio aperto sui lati, e spesso anche la più utilizzata, è rappresentata dall’utilizzo dei movimenti senza palla del terzo uomo. 

Soprattutto quando uno dei due braccetti della difesa preventiva viene attratto verso l’interno da un altro giocatore, un giocatore che corre nello spazio sul lato potrebbe trovare la corsia esterna completamente libera. E soprattutto, anche se il suo movimento venisse notato, in quel caso gli avversari non avrebbero un difensore sotto palla in grado di poter seguire direttamente la sua corsa. Generalmente la corsa del terzo uomo è molto difficile da difendere, anche in una struttura organizzata, a causa dello slancio in avanti e dell’orientamento in cui si trova il ricevitore di palla.

In questo frame della finale di Coppa Libertadores del 2021 fra Palmeiras e Flamengo si nota bene come un movimento incontro possa liberare spazi per il terzo uomo nella corsia laterale qualora il terzino venisse attratto centralmente dall'avversario. Lo sviluppo a liberare il giocatore esterno può essere trovato con giocata diretta - come nel caso di questa azione del Palmeiras, da cui nascerà il primo dei due gol segnati in questa partita - o con uno sviluppo coinvolgendo un terzo giocatore.

Una soluzione differente potrebbe invece essere quella di posizionare direttamente i giocatori dell’attacco preventivo in posizioni molto larghe. Poiché i difensori non sono in grado di marcare in maniera stretta in quelle zone durante la propria fase di attacco – per via del principio del controllo del centro campo con i propri difensori sotto palla – gli attaccanti dovrebbero essere in grado di ricevere abbastanza liberamente (a meno che la difesa non imposti una difesa preventiva basata sulla marcatura a uomo. In questo caso la struttura preventiva sarebbe però molto dilatata, rendendo un’eventuale sconfitta nel duello difensivo una possibilità decisamente troppo pericolosa e controproducente). Il Belgio, per esempio, ha utilizzato questa forma di attacco preventivo contro il Brasile nella Coppa del Mondo 2018, mantenendo Lukaku e Hazard molto vicino alla linea laterale. 

I vantaggi dei movimenti verticali dell’attacco preventivo

Di base l’attaccante rimane in posizione più alta possibile con l’intenzione di tenere occupati i difensori centrali, fissando la loro posizione e impedendo loro di spingersi in avanti per partecipare alla fase di possesso. Dopo che la squadra difendente riesce a conquistare il pallone, così come uno dei centrocampisti può spostarsi in avanti ed invadere lo spazio fra la linea del centrocampo e quella della difesa avversaria, un attaccante potrà decidere di abbassarsi e rendersi disponibile creando una linea di passaggio in zona di rifinitura. Questo movimento solitamente genera un dubbio ai difensori: se decidono di seguire il movimento dell’attaccante facendosi attrarre in avanti, destrutturano e allungano la difesa preventiva; se al contrario rimangono a giocare in maniera posizionale lasciando che l’attaccante riceva, questo si troverà in condizione di girarsi e continuare il contrattacco.

Molti dei contrattacchi contro le strutture di difesa con due in seconda linea iniziano con un movimento di caduta dell’attaccante: dopo che l’attaccante riceve palla nei piedi, in funzione del comportamento del difensore si innesca il movimento per un compagno che si muove in modo aggressivo in avanti per ricevere palla negli spazi che si vengono ad aprire all’interno della difesa.

Proviamo a fare un esempio pratico di attacco preventivo contro una difesa che sotto palla rimane con una struttura 2-2 con riferimento a zona. Per facilitare un’eventuale ripartenza, l’avversario potrà lasciare uno o due attaccanti in preventiva creando un 4 contro 2 o 3 contro 2. In seguito alla riconquista, la squadra potrà cercare un passaggio verticale in figura sull’attaccante che si muoverà incontro, rimanendo nella zona intermedia fra la prima e la seconda linea di difesa preventiva. Questa sua posizione potrà invogliare il difensore centrale a rompere in avanti per applicare pressione sulla palla. Poiché uno dei difensori centrali è stato attratto in avanti, la compattezza difensiva è stata temporaneamente indebolita dal momento che si apriranno spazi per l’attaccante da sfruttare e avanzare verso la porta.

Questi spazi possono essere aperti quando gli avversari non riescono ad applicare un immediato contropressing o semplicemente non riescono a riconquistare la palla, consentendo ad uno dei centrocampisti avversari di invadere lo spazio alle loro spalle di loro o semplicemente di appoggiarsi ai compagni di squadra vicini con una migliore visuale del campo creando una situazione di palla aperta.

Passaggi a muro

Un tema comune che molte squadre usano nei contrattacchi sono i passaggi a muro. Questo è fondamentalmente un passaggio verticale al giocatore più lontano in avanti, che lo “rimbalza” – di solito in un tocco – a un giocatore che gli si propone sotto. I vantaggi di questa giocata sono che il ricevitore di palla del passaggio a muro riceverà la palla con un orientamento del corpo verso la porta avversaria e con campo visivo aperto, spesso trovandosi anche già in corsa mentre effettua i primi tocchi.

Inoltre, esattamente come descritto in precedenza, se l’attaccante riuscirà a farsi trovare in posizione intermedia fra le due linee della difesa preventiva, riuscirà anche a rompere la struttura avversaria composta sotto palla.

Creazione di zone di superiorità numerica

Nella partita contro l’Argentina, al minuto 18:08 del primo tempo, Pogba riceve palla in seguito ad una precedente riconquista della difesa francese che intercetta un cross indirizzato nell’area di rigore dei blues. Griezmann, che si trovava in attacco preventivo, cerca di smarcarsi sul lato cieco del centrocampista centrale, mentre Kante effettua una corsa verticale nello spazio davanti a lui. Entrambi si stanno muovendo verso la stessa zona di campo, sovraccaricando lo spazio alle spalle del centrocampista centrale argentino sotto la linea della palla. Fortunatamente per l’Argentina, il centrocampista vicino a Pogba riconosce la situazione e commette un fallo tattico, interrompendo l’azione.

In questa situazione appena descritta, l’Argentina stava mantenendo una struttura preventiva 2+3, formata da 2 difensori e 3 centrocampisti. Contro una struttura di questo tipo può essere utile creare un sovraccarico di 2 contro 1 “mettendo in mezzo” il centrocampista centrale, per esempio, al fine di creare un giocatore libero per avanzare in contropiede. Questa superiorità numerica può essere creato in diversi modi: attraverso l’abbassamento di un attaccante oppure, come nel caso di cui sopra, attraverso lo smarcamento di uno dei giocatori posizionati sopra la linea della palla sul lato cieco di un difensore per ricevere la palla.

Posizionamenti preventivi fra le linee

Questo metodo di attacco preventivo ha più successo sia contro le difese a zona che contro quelle a uomo. Contro le difese preventive con riferimento zonale, questo tipo di situazione di solito si verifica quando la linea della difesa preventiva più vicina alla palla cerca di applicare il contro pressing e quindi si muove in avanti, dilatando gli spazi della struttura difensiva e permettendo agli avversari di entrare nello spazio dietro di loro che si viene a creare . Un’altra opzione può essere che la prima linea sia troppo piatta, e non scaglionata, il che può portare a un passaggio filtrante senza che nessuno dei giocatori nella linea dei tre sia in grado di intercettarlo. 

Contro le difese preventive con riferimento di marcatura a uomo, posizionarsi tra le linee consente di manipolare la difesa di riposo dell’avversario. Spostandosi negli spazi tra le linee, il difensore deve scegliere se rimanere nella sua posizione iniziale e lasciare libero l’attaccante, o se seguire il movimento ed accorciare sul proprio riferimento, lasciando però maggiore spazio alle sue spalle.